Additivi alimentari: sostanze non nutritive in gran parte nocive alla salute

Cosa sono e che funzioni hanno gli additivi alimentari, come vengono disciplinati dalla Legge, quali sono ed il pericolo che rappresentano per la nostra salute.

La necessità di conservare gli alimenti, per renderli sicuri e mantenerli gustosi, viene da molto lontano. Per esempio, una volta si usava il sale per conservare la carne ed il pesce e l’aceto per le verdure.
In seguito, con il passare degli anni, l’evoluzione industriale ha provocato la grande diffusione di sostanze conservanti (e non solo), utilizzate per riempire i cibi, chiamate additivi alimentari, i quali, chiaramente, hanno sostituito i vecchi metodi di conservazione.

Additivi alimentari

Cosa sono e funzioni degli additivi alimentari

Sono sostanze senza potere nutritivo che vengono aggiunte nella fase di lavorazione degli alimenti.
Ricoprono funzioni importanti ed hanno due finalità:

  • conservare nel tempo le proprietà fisiche e chimiche dei cibi per evitare che si possano alterare;
  • valorizzare il loro aspetto, la consistenza, il colore, l’odore ed il sapore.

Dunque, gli additivi svolgono un’ampia gamma di funzioni legate, non solo a prevenire il deterioramento degli alimenti, ma anche alla loro presentazione, migliorandone il profilo organolettico.

Gli additivi alimentari e la Legge

Gli additivi sono disciplinati da precise disposizioni legislative, che li inseriscono in liste specifiche aggiornate periodicamente, in cui vengono indicate la loro composizione, le caratteristiche, le dosi di impiego e gli alimenti in cui possono essere utilizzati, fissando per tutti limiti di accettabilità. La loro indicazione sulle etichette degli alimenti posti in commercio è obbligatoria.

Prima di essere dichiarati sicuri ed essere autorizzati all’uso alimentare, gli additivi sono soggetti ad una valutazione. Per questo l’Unione Europea ha istituito nel 2002 l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), mentre a livello mondiale la valutazione è affidata ad un comitato di esperti della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) e dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità).

Quali sono gli additivi alimentari

In Europa gli additivi autorizzati sono contraddistinti da un numero preceduto dalla lettera “E”, che sta per “Europa”.
Esistono additivi con finalità volte alla conservazione degli alimenti (conservanti, antiossidanti, correttori di acidità ed altri), e quelli impiegati per migliorarne le caratteristiche organolettiche (coloranti, addensanti, gelificanti, stabilizzanti, emulsionanti, regolatori di acidità, agenti lievitanti, aromatizzanti, esaltatori di sapidità, dolcificanti ed altri).

Additivi alimentari

Conservanti od antimicrobici (E200-E299)

Impediscono la crescita di batteri, muffe e lieviti evitando le alterazioni degli alimenti. Sono impiegati in molti alimenti, dalle conserve al pesce, dai prodotti di pasticceria alle bevande analcoliche.

Antiossidanti e correttori di acidità (E300-E399)

Svolgono la loro attività preservando la freschezza dei cibi dall’azione dell’ossigeno (ossidazione), che provoca il loro imbrunimento (ortaggi, carne, succhi di frutta, vino) e l’irrancidimento dei lipidi.

Coloranti (E100-E199)

La legge prevede e consente la colorazione soprattutto per alimenti e bevande di tipo voluttuario come dolci, aperitivi, liquori, salse, sciroppi.

Addensanti, gelificanti, stabilizzanti ed emulsionanti (E400-E499)

Addensanti, gelificanti e stabilizzanti sono utilizzati per consolidare e dare maggiore consistenza e morbidezza al prodotto, conferendo alla massa un aspetto denso piuttosto che gelatinoso. Trovano largo impiego in pasticceria, in gelateria, nell’industria delle marmellate e delle confetture, della carne in scatola e dei formaggi.
Gli emulsionanti consentono agli alimenti destinati a lunga conservazione di mantenere le proprie caratteristiche strutturali ed organilettiche.

Regolatori di acidità ed agenti lievitanti (E500-E599)

Gli acidificanti sono utilizzati nei succhi di frutta, nei gelati, nei prodotti dolciari, nelle conserve di pesce. Le polveri lievitanti sviluppano gas e rendono il prodotto più poroso e soffice.

Aromatizzanti ed esaltatori di sapidità (E600-E699)

Conferiscono particolari odori o sapori, spesso esaltando l’aroma degli alimenti. Il più comune è il glutammato di sodio, usato diffusamente per gelatine, conserve, salse, dadi da brodo.

Dolcificanti (E950-E968)

Sono i sostituti dello zucchero (aspartame, saccarina), utilizzati in particolare per i prodotti light.

Altri (E900-E1599)

Esistono anche altre categorie, ma di minore interesse: coadiuvanti, lucidanti, sbiancanti, schiumogeni, umettanti, sequestranti (sono quelli che eliminano le tracce di metalli pesanti).

Additivi alimentari

Il pericolo additivi alimentari

Per tanti anni l’industria alimentare ha utilizzato gli additivi ritenendoli testati e sicuri, ma molti di questi, dopo essere stati analizzati più accuratamente, si sono rivelati dannosi e, di conseguenza, vietati.
Tuttavia, ancora molte sostanze in uso sono sospettate di essere nocive: possono provocare reazioni allergiche, intolleranze e varie altre patologie, non ultima il cancro.
Per questo motivo è utile sempre leggere le etichette degli alimenti (munirsi di un elenco di additivi con i giudizi di ognuno) e magari evitare prodotti che contengono tanti additivi.

Insomma, gli additivi alimentari si mangiano, ma non nutrono. Se ne consumiamo di meno, il nostro organismo subirà meno intossicazioni, garantendoci più benessere e più salute.

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